Concorso Mulitsch

Edizione 2008

Informazioni in evidenza

Inaugurazione: Venerdì 13 giugno 2008 · ore 18.30
Luogo: Casa Morassi - Gorizia
Periodo di esposizione: dal 13 al 22 giugno 2008

Scheda di partecip. Catalogo della mostra
Invito inaugurazione Bando di concorso

foto principale

Presentazione II Concorso di pittura "Dario Mulitsch" 2008

L'Associazione culturale Concorso di Pittura organizza, in memoria di Dario Mulitsch in collaborazione con il centro CRALI (di cui è stato uno dei fondatori e Presidente), il 2° Premio di pittura a tema libero 2008. L'essere stato uno dei soci fondatori del Centro e avervi ricoperto cariche societarie non è, ovviamente, il motivo portante per cui il Premio è dedicato alla sua memoria. Il fatto rilevante è che il Nostro è stato uomo di grande sensibilità culturale, umanistica, anche se non ne ha mai fatto sfoggio con la vanagloria propria di certa intellettualità a la page. La sua formazione scientifica lo portava alla curiosità per gli sviluppi della ricerca non meno che per gli altri campi del sapere umano. Da qui il suo interesse per le arti figurative, per la pittura, ma anche per la poesia, la prosa, la storia..., è la sua vita a consegnarci il piacere della scoperta di una personalità composita, quanto articolata e sempre proiettata al futuro.

Dario Mulitsch de Palmenberg discende da una famiglia nobiliare di antica origine sassone, la cui presenza nella nostra zona è documentata a partire dal 1200. Se già nel secolo scorso questa famiglia era divenuta un importante punto di riferimento per l'irredentismo italiano, non meno noto è stato l'attivismo antifascista del padre Emilio, imprenditore, comunista non ortodosso, di sentimenti fieramente nazionali, ricercato dai "titini" durante la loro occupazione di Gorizia. La famiglia perse, a seguito di quelle tragiche vicende e dopo il trattato di pace – che, come tutti i trattati di questo tipo, fu un diktat imposto dai vincitori ai vinti – le proprie industrie oltre confine. Una vicenda che non ha mancato di lasciare un segno indelebile nella famiglia e, in particolar modo, in Dario che ha sentito l'onore e l'onere di continuare una così nobile tradizione che solo una guerra funesta, con le ingiustizie che ne seguono, aveva potuto interrompere.

 

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In questo ambiente segnato da grande nobiltà d'animo, prima ancora che nei titoli e nel sangue, per certi aspetti anticonformista, nasce il 22 ottobre 1930, Dario Mulitsch, sposatosi con Caterina Trevisan e padre di Paolo, oggi stimato e apprezzato avvocato.

Il Nostro si è laureato in chimica, è stato docente di ruolo nelle scuole statali superiori di Gorizia dal 1957 al 1985, svolgendo contemporaneamente – iscritto all'ordine dei chimici di Gorizia, Udine e Pordenone -- la libera professione nei settori di chimica agraria e di chimica industriale. Successivamente, specializzatosi in biotecnologia, si è dedicato al mondo produttivo avviando un'industria ad altissima tecnologia di cui è stato presidente. L'esperienza acquisita nel mondo imprenditoriale lo ha portato alla Presidenza dell'API di Gorizia, alla Vice Presidenza del Congafi, a consigliere di Informest. Ma Mulitsch, abituato a prefigurare scenari imprenditoriali futuri, oltre che a indagare l'insoddisfacente vissuto economico provinciale, è stato anche promotore di iniziative che, proprio per questa sua vocazione a guardare al di là del contingente, hanno anticipato di molto scelte che poi si sarebbero rivelate vincenti. In questo senso, è stato tra i fondatori del Centro Regionale Servizi per le pmi di Trieste e del Centro di ecologia teorica e applicata di Gorizia, Centri di cui fu anche consigliere di amministrazione dando contributi importanti per il loro sviluppo.

Dario Mulitsch è stato dunque un imprenditore attento agli sviluppi della ricerca scientifica nel settore chimico e delle biotecnologie, ma lo spirito con cui ha vissuto questa sua esperienza ne fanno una figura singolare nel panorama industriale goriziano. Vissuto in un ambiente famigliare di per sé ricco di esperienze, alimentato da una vivida curiosità culturale, l'impresa non è mai stata da lui percepita come qualcosa da vivere "meccanicisticamente", quanto piuttosto come esperienza attraverso cui dare corpo alla propria sensibilità culturale, scientifica e umanistica. Non è da dimenticare, da un lato, che la sua azienda di "kit diagnostici" è stata una delle prime a sperimentare certe procedure specifiche per il settore; dall'altro, non meno scrupoloso è stato il suo interesse per la storia. vedi: Chi siamo da dove veniamo?, Storia e protostoria del Friuli Venezia Giulia, Le poesie dell'Infinito, Edizioni della Laguna, e per la poesia, di cui recentemente è stato presentato un libro collettaneo con suoi scritti tradotti in friulano e in sloveno. È per queste ragioni che il Nostro può a ragione essere annoverato tra gli "imprenditori umanisti", tra quegli imprenditori dotati di sensibilità umane e culturali che ne fanno una figura composita, ricca di valori, di curiosità per ogni campo del sapere. Molti ambiscono a questo ruolo, ma pochi riescono nell'intento poiché una cosa è la conoscenza superficiale del problema (in ciò sono molti ad eccellere e gli aneddoti sarebbero infiniti), altra cosa è padroneggiare la conoscenza, il che richiede solide radici nella curiosità per il sapere nelle sue molteplici articolazioni.

 

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Dario Mulitsch era una persona schiva, non cercava le luci della ribalta a meno che non gli venissero offerte quale riconoscimento di un valore aggiunto di cui poter beneficiare. Un comportamento singolare, di cui si sente tanto la mancanza in una società che vive sull'apparenza più che sull'essere, come ricordava Fromm. Attento osservatore degli andamenti economici, locali e non, fu interprete originale della storia locale, capace di ergersi al di sopra delle diatribe storico-politiche di queste zone come può farlo solo chi è fieramente e solidamente dotato di un alto senso di appartenenza alla Patria. Il suo radicato senso nazionale gli ha consentito di analizzare i problemi di queste terre in una prospettiva scevra dalle pulsioni nazionalistiche, che spesso sono sembrate prevalere in una zona come la nostra, martoriata dalle vicende belliche e postbelliche. Ma solo con questo approccio si può essere uomini di dialogo e guardare al passato con il disincanto dell'analista, di chi sa di aver qualcosa da dire in modo oggettivo.

Tuttavia, come spesso accade ai precursori, una specie ormai quasi in via di estinzione, non può dirsi sia sempre stato un imprenditore di successo, se il successo si misura con i profitti, le dimensioni aziendali e via discorrendo, parametri importanti che diventano erroneamente esclusivi in punto di analisi sull'andamento, aziendale. C'è infatti un successo, come insegna la teoria aziendale di derivazione anglosassone, che si misura sulla forza delle idee che l'impresa è in grado di offrire, cui solo successivamente può seguire il successo economico. E in questo senso, precorrere i tempi quasi mai è d'aiuto, ma alla noiosa figura dell'attendista come si fa a non preferire il precursore? Letta in questo senso, ogni sua attività è stata di successo, il resto dipendendo da un sistema Paese, politico e finanziario, che si sono rivelati (e ancora si rivelano) in ritardo sui tempi.

 

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Inoltre, di Dario Mulitsch, repubblicano storico, si deve apprezzare il senso di equilibrio e la lontananza da pregiudizi politico-ideologici che gli consentivano di essere uomo di dialogo, in quanto l'adesione ai principi era vissuta come elemento discriminante della scelta. Fu in base a questo filo argormentativo che accettò la candidatura al Senato per F.I., ben consapevole del risultato: una scelta sacrificale fatta in nome dell'idea, non dell'interesse. Una caratteristica di originalità, quest'ultima, nel panorama politico che ha indotto molti, anche oltre confine, a considerarlo, congiuntamente al padre, un "maestro ed un esempio di vita".

Poco incline ai compromessi, di sentimenti liberali, convinto assertore del libero pensiero e del libero dispiegarsi delle forze del mercato entro un quadro non caratterizzato né dall'anarchia individualista né dall'onnipresenza dello Stato, Dario Mulitsch si presenta come una figura dotata di forti e radicati ideali (libertà e democrazia), composita come può esserlo una personalità che si snoda attraverso una fitta articolazione di interessi diversificati.

A chi se non ad una persona dotata di tali caratteristiche dedicare il concorso biennale di pittura fondatore del Centro Culturale "Tullio Crali", fra l'altro sua ennesima creatura che lo ha visto impegnato negli ultimi anni di una esistenza vissuta con passione e entusiasmo?

federico portelliSarebbe lieto, oggi, Dario Mulitsch nel vedere tanti artisti, noti e meno noti, amici o a lui sconosciuti, impegnati in una fertile gara per conquistare un premio a lui intestato. Lo vedo, con il suo sorriso dolce e bonario, ma sempre determinato quando si trattava di dare corpo alle cose, di realizzare un libro, una mostra, una conferenza, da solo o, meglio ancora, assieme ad altri; ché Dario amava creare collaborazione tra tutti coloro che volevano bene a Gorizia e al suo splendido territorio provinciale così ricco di storia, di varietà, di stimoli culturali; e lo faceva con animo e spirito libero, senza pregiudizi di sorta, purché lo scopo fosse quello di contribuire al miglioramento della vita culturale della nostra terra. è nato così, mi pare, anche il Centro Crali; grazie Dario.

Marino De Grassi
Avvocato e direttore editoriale delle Edizioni della Laguna

Premiazioni edizione 2008

Video del Concorso Dario Mulitsch - edizione 2008

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